L’importante è stampare… sempre!

Dove eravamo rimasti?
Per ogni cacciatore di emozioni esiste un premio finale, che può derivare dalla soddisfazione personale, da un apprezzamento conseguente alla condivisione via social network o sito web, a volte rappresentato da un elevato numero di “like” sul proprio profilo instagram o flickr che sia. A tutti piace sentirsi dire che un proprio scatto ha colto nel segno, e nessuno si sognerebbe mai di negarlo. Questo perché l’arte come concetto generico, che sia una fotografia, un film, una canzone, una scultura, una ricetta culinaria per un piatto unico, o qualsiasi altra cosa vi venga in mente, ha comunque alla base il desiderio di condivisione. Scattiamo fotografie per poterle mostrare alle persone che ci sono vicine, ai nostri figli che un giorno cresceranno e potranno vedere quanto è cambiato il mondo attorno a loro. Le rendiamo pubbliche e condivisibili per poterle mostrare in un istante alle persone fisicamente lontane, per confrontarci col resto del mondo in tempo reale, ed in questo facebook, instagram e le decine di altri social network ci hanno dato un grandissimo aiuto…
…ma si tratta di un premio effimero che prima o poi perderà di valore e di efficacia, destinato ad essere dimenticato, forse non oggi né domani e magari non nei prossimi dieci anni. Ad esempio tutti ricordiamo la quantità di VHS che per anni sovraffollavano le librerie nelle nostre case: per circa un ventennio abbiamo videoregistrato di tutto, film visti decine di volte, puntate sparse del nostro telefilm preferito e così via, fino a riempirci casa di plastica ingombrante. Improvvisamente, un bel giorno degli anni 2000, la tecnologia necessaria per poter utilizzare quel supporto è diventata obsoleta, uscendo quindi dalla produzione e dall’interesse collettivo, fino a diventare introvabile, e tutte quelle montagne di videocassette si sono inevitabilmente trasformate in “qualcosa di scomodo a cui trovare un posto”. A parte il discorso dell’ingombro fisico, questo è quanto accadrà alle nostre fotografie pubblicate sui vari social, dimenticate negli hard disk o nelle schede di memoria di vecchi cellulari: andranno perdute. Dobbiamo imparare la lezione del VHS e di tutti gli altri supporti che da un giorno all’altro hanno perso l’utilità per i quali erano stati creati. Le informazioni sono ancora li dentro, ma non esiste più in commercio un modo per poterle vedere, ed è quindi come se non ci fossero. Proviamo a pensare a quante foto scattiamo ogni giorno con il cellulare; quante volte ci capita di riguardarle? Sicuramente facendo un calcolo in proporzione direi pochissime volte, eppure se le abbiamo scattate un motivo deve esserci stato.
Ora fermiamoci un istante a ripensare ai ricordi di quando eravamo bambini: personalmente da questo punto di vista devo dire di essere stato abbastanza fortunato, perché seppure mio padre si chiama Sergio, non ha mai avuto a che fare con la fotografia come il suo omonimo (direttore della fotografia a Cinecittà su oltre settanta film dal 1963 al 2000) ma scattava moltissime foto, e quasi tutte le immagini che affiorano dai miei ricordi, hanno una base fotografica legata a quegli scatti. La mia memoria di bambino è soprattutto derivante da quelle fotografie, ed anche se erano altri tempi e le tecnologie erano meno precise, quegli scatti hanno tutt’ora un’importanza essenziale nella mia vita: ancora oggi sorrido mentre le sfoglio insieme a mia figlia, mentre noto le nostre somiglianze e mi rivedo negli occhi di mio padre alla mia età. Eccola la differenza!
Se mio padre avesse lasciato quei negativi in delle scatole sarebbe stato come lasciare le foto di oggi nelle schede di memoria o negli hard disk: molte sarebbero andate perse, di altre non avrei neanche saputo l’esistenza, mentre invece sono arrivate ai miei occhi prima ed a quelli di mia figlia poi, regalando tutto un altro valore ad ogni singolo scatto. Il miglior backup che potete effettuare alle vostre fotografie, è la stampa. Quante volte ci è capitato di dover cambiare telefono per un qualsiasi motivo e non siamo riusciti a recuperare le foto al suo interno?
Oggi si è persa l’abitudine di stampare fotografie, perché siamo fin troppo convinti che questo mondo non ha più segreti, facciamo mille foto al giorno con il telefono, siamo in grado di mostrarle ad amici e parenti distanti migliaia di chilometri in tempo reale, ma ne stampiamo pochissime.
Un giorno computer e cellulari vari diverranno obsoleti e finiremo in un buco nero digitale in cui andranno perse tantissime informazioni, non solo fotografiche, e se c’è una cosa che questa pandemia ci ha insegnato, è dare il giusto valore alle cose, ed un ricordo che non viene stampato oggi, è un ricordo che non avete fotografato domani.
…siamo cacciatori di emozioni, e la nostra stagione è sempre aperta.

Stefano D'offiziL’importante è stampare… sempre!

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